Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale

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In relazione al ciclo di seminari programmato per la sezione AIS "Vita quotidiana", mettiamo a disposizione per il download il testo di Arjun Appadurai "The Capacity to Aspire. Culture and the Terms of Recognitions" ( in V. Rao e M. Walton, eds, Culture and Public Action, Stanford University Press, 2004).


MOZIONE APPROVATA DA DOCENTI, STUDENTI, E PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO DELLE UNIVERSITÀ E DEGLI ISTITUTI DI ALTA FORMAZIONE ARTISTICA E MUSICALE MILANESI RIUNITI IN ASSEMBLEA PRESSO L’ACCADEMIA DI BRERA IL 18 SETTEMBRE 2008

I partecipanti (docenti, studenti, personale tecnico-amministrativo) all’assemblea delle Università e degli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) milanesi riuniti presso l’Accademia di Brera il 18 settembre 2008:
- esprimono la più viva preoccupazione per le conseguenze del D.L. 112/08, convertito in Legge n. 133 del 6 agosto 2008
- invitano la comunità universitaria a coinvolgere la pubblica opinione e a fare pressione sulle strutture dirigenziali di atenei e sulle istituzioni locali affinché si trovino forme efficaci di contrasto all’applicazione del D.L. 112.

Le Università e gli istituti di Alta Formazione soffrono di molti mali che sono in gran parte il risultato di una combinazione fra un cronico sottofinanziamento, rispetto ai parametri dei paesi industrializzati, e di una distribuzione degli scarsi fondi ministeriali che avviene secondo criteri che non tengono conto di parametri obiettivi che misurino la qualità della didattica e della ricerca e i principi della buona amministrazione. Le misure comprese nel D.L. 112 peggiorano pesantemente questa situazione perché i tagli indifferenziati sono la misura speculare dei finanziamenti a pioggia. In questo senso, il D.L. 112 è una modalità che punisce tutti nello stesso modo, disincentivando i comportamenti virtuosi che pure esistono e andrebbero invece premiati.

Le conseguenze delle misure contenute nel D.L. 112/08 sono drammatiche:
- i trasferimenti dello Stato alle Università pubbliche saranno decurtati a regime di circa il 20% (non tenendo conto in questo computo degli effetti dell’inflazione).
- viene imposto per tutti i settori un blocco di fatto delle assunzioni, anche dei giovani ricercatori, nonostante nei prossimi anni siano previsti pensionamenti massicci. Viene cioè impedita ogni forma di ricambio generazionale, indispensabile per il sistema della ricerca.
- è impedito l’accesso ad altri fondi, dato che le attuali norme non permettono alle Università di compensare il taglio dei trasferimenti con l’aumento delle tasse di iscrizione agli studenti.

In tale situazione, vengono deliberatamente sottratti i mezzi minimi per consentire l’ordinario funzionamento e il D.L. 112, non a caso, contiene una norma che prefigura l’unico futuro possibile a breve-medio termine per le Università, ovvero la trasformazione (con un semplice voto del Senato Accademico) degli Atenei in Fondazioni private. Questa privatizzazione affrettata e forzata dai bisogni di cassa comporterà il trasferimento a titolo gratuito dell’intero patrimonio di Atenei pubblici, Accademie e Conservatori in mani private, avrà gravi ripercussioni sul trattamento economico e giuridico del personale (a cominciare da quello tecnico-amministrativo), impedirà scelte di indirizzo pubblico in materia di didattica e ricerca e, infine, porterà all’aumento delle tasse universitarie, che potranno arrivare ai livelli delle attuali Università private.

Se le misure del Governo per l’Università avranno pieno effetto nel giro di due o tre anni, quando è ormai chiaro che molti atenei non saranno in grado di chiudere i bilanci, gli effetti dirompenti sono immediati per l’AFAM che, abbandonata da nove anni in mezzo al guado di una riforma a costo zero, subisce, a programmazione e impegni di spesa già definiti, un’ulteriore riduzione del 45% dei finanziamenti per il funzionamento amministrativo e didattico dell’anno in corso. Il sistema dell’AFAM, anche se prefigurato dalla legge 508/99 vecchia ormai di nove anni, è ancora privo della decretazione indispensabile per funzionare a regime e subisce ora una paralisi. Diventano impossibili non solo i progetti di riforma, ricerca e produzione avviati da molti istituti, ma anche la normale didattica, che, essendo stata ormai allargata secondo i nuovi piani di offerta formativa, non è più sostenibile con organici ridottissimi e bilanci strozzati da un numero spropositato di docenze a contratto.

Alla fine del percorso determinato dalle recenti decisioni del governo, lo Stato avrà diminuito il proprio investimento in istruzione superiore e in ricerca, nonostante questo sia già oggi ai minimi fra i paesi industrializzati, avrà delegato alla sua funzione di indirizzo, e avrà favorito un indiscriminato aumento delle tasse universitarie senza che questo aumento dei contributi studenteschi vada minimamente a supporto del diritto allo studio per i meno abbienti, come sancito dall’articolo 34 della Costituzione.

Per contrastare l’attuazione del D.L. 112 l’assemblea:
- Invita i Senati Accademici delle Università milanesi a un pronunciamento chiaro sul D.L. 112, che finora è mancato.
- Invita i Rettori a sospendere l’apertura formale dell’anno accademico.
- Chiede che i Senati Accademici decidano l’invio di una lettera a tutti gli studenti e alle loro famiglie per informarli delle conseguenze che deriveranno nei prossimi anni dall’applicazione del D.L. 112.
- Indice per il 1 ottobre una giornata di informazione e invita i docenti, i presidi, i coordinatori e presidenti di Corso di Laurea a dedicare la prima ora di lezione a un incontro informativo sulle misure contenute del D.L. 112.
- Chiama le singole università e gli istituti di alta formazione a organizzare assemblee di ateneo e/o di facoltà, nelle quali di decidano, a livello locale, le forme di mobilitazione più efficaci.


A commento dello stato della ricerca in Italia, condividendone le analisi, troviamo particolarmente efficace l’articolo di Guido Barbujani pubblicato sul Corriere della Sera il 28/09/2008, che qui alleghiamo:
Il pane per la ricerca


07 ottobre 2008: La costruzione dell’immagine della città. A Tale of Three Cities
Seminario con Barbara Czarniawska (Gothenburg Research Institute, School of Business, Economics and Law, Göteborg University)

Discutono:
Attila Bruni (Università di Trento)
Silvia Bruzzone (Curapp-CNRS, Université Jules Verne, Amiens)
Francesco Memo (Università di Milano-Bicocca)
Piercarlo Palermo (Politecnico di Milano)
Marianella Sclavi (Politecnico di Milano)

Coordina:
Massimo Bricocoli (Politecnico di Milano)

Il ciclo di incontri “Lo spazio delle politiche, le politiche dello spazio”, promosso dal Laboratorio di sociologia dell’azione pubblica sui generis intende sviluppare la riflessione e lo scambio su: il rapporto tra vulnerabilità sociale e spazi urbani nella cornice del "nuovo spirito" del capitalismo o della "cultura del nuovo capitalismo"; le politiche che agiscono sugli spazi fisici, e le dinamiche di organizzazione o di disorganizzazione sociale; gli strumenti di governo e la territorializzazione delle politiche.

Martedì 07 ottobre, h 15.00
Aula Gamma (Spazio Mostre), Facoltà di Architettura e Società
Politecnico di Milano, Via Ampère 2 Milano (MM2 Piola, tram 23-11)


Il Laboratorio di Sociologia dell’Azione Pubblica "Sui Generis" sottoscrive l’appello contro il nuovo razzismo di massa che riportiamo in
questa pagina del sito.


19 giugno 2008: Capacità, democrazia e basi informative
Seminario con Jean-Michel Bonvin (University of Applied Sciences West Switzerland, Lausanne)

Discutono:
Carlo Donolo (Università La Sapienza, Roma)
Ezio Manzini (Politecnico di Milano)
Paola Molinatto (Università di Genova)
Serafino Negrelli (Università di Milano-Bicocca)
Emilie Rosenstein (University of West Switzerland, Lausanne)

Coordina:
Ota de Leonardis (Università di Milano-Bicocca)

L’incontro si inscrive in un ciclo di seminari sul potere delle definizioni nelle politiche pubbliche dal titolo “Come lavorano le classificazioni?”.

Giovedì 19 giugno, h 10.00
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale
Aula Pagani (III piano, edificio U7)
via Bicocca degli Arcimboldi 8, Milano


16 giugno 2008: Il fuoco sui luoghi?
Seminario sull’ultimo libro di Robert Castel:
Discrimination negative. Citoyens ou indigenes?

Introduce
Robert Castel (CEMS, Centre d’étude des mouvements sociaux; École des hautes Études en science sociales, Paris)

Discutono:
Massimo Bricocoli (Politecnico di Milano)
Enzo Mingione (Università di Milano-Bicocca)
Raffaele Monteleone (Università di Milano-Bicocca)
Enrico Pugliese (Irpps-CNR, Università di Napoli)

Coordina:
Diana Mauri (Università di Milano-Bicocca)

Con questo seminario, il Laboratorio di Sociologia dell’azione pubblica Sui generis dà avvio al ciclo di incontri su Lo spazio delle politiche, le politiche dello spazio, progettato per sviluppare la riflessione e lo scambio in particolare sui seguenti temi: vulnerabilità e spazi urbani nella cornice del "nuovo spirito" del capitalismo o della "cultura del nuovo capitalismo"; le politiche che agiscono sugli spazi fisici e i processi di organizzazione e disorganizzazione sociale; territorializzazione delle politiche e strumenti di governo.

Lunedì 16 giugno, h 15.00
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale
Aula Pagani (III piano, edificio U7)
via Bicocca degli Arcimboldi 8, Milano